Menu

Senza Consenso è Stupro: Artemisia prende posizione sul DDL Bongiorno

Artemisia esprime preoccupazione per il DDL Bongiorno sulla violenza sessuale: una riforma che rischia di indebolire il principio del consenso e aumentare la vittimizzazione secondaria.
Condividi

La riunione generale delle socie di Artemisia – Centro Antiviolenza ha avviato una riflessione collettiva sul recente DDL Bongiorno, che interviene sulla normativa relativa alla violenza sessuale.

Da questo confronto nasce una prima presa di posizione politica dell’associazione, diffusa in occasione della manifestazione nazionale del 28 febbraio a Roma, alla quale Artemisia ha aderito insieme a numerose realtà della società civile.

Il disegno di legge desta forte preoccupazione tra associazioni femminili e femministe, centri antiviolenza, operatrici e operatori delle reti territoriali. A trent’anni dalla legge che ha riformato i reati sessuali in Italia, esiste il rischio di un arretramento culturale e giuridico sul tema del consenso e dell’autodeterminazione delle donne.

 

Il rischio di spostare l’attenzione dal consenso al dissenso

L’attuale interpretazione della normativa sulla violenza sessuale pone al centro l’assenza di consenso: un rapporto è violenza quando non esiste un consenso libero, pieno e consapevole.

Il DDL Bongiorno, invece, introduce una formulazione che sposta l’attenzione sulla “volontà contraria” della vittima, con il rischio di produrre conseguenze rilevanti sia sul piano culturale sia su quello giudiziario.

Tra le criticità segnalate:

  • il rischio di scaricare sulle vittime l’onere di dimostrare il dissenso, riaprendo la strada a domande e valutazioni sulla loro reazione alla violenza;
  • la possibilità di aumentare fenomeni di vittimizzazione secondaria nei processi;
  • una maggiore discrezionalità nell’interpretazione del contesto e delle dinamiche relazionali.

La giurisprudenza degli ultimi anni ha invece chiarito che l’onere di accertarsi del consenso spetta a chi agisce, non alla vittima.

 

Violenza di genere e contesto culturale

La violenza contro le donne affonda le sue radici in una cultura patriarcale che spesso tende a minimizzare o giustificare le responsabilità degli autori e a spostare lo sguardo sui comportamenti delle vittime.

Per questo motivo Artemisia ribadisce da anni l’importanza della prevenzione e dell’educazione affettiva e sessuale, strumenti fondamentali per promuovere relazioni basate su rispetto, consenso e reciprocità.

L’associazione è impegnata in numerosi progetti nelle scuole di ogni ordine e grado, con percorsi dedicati all’educazione alle emozioni, alla qualità delle relazioni e al riconoscimento del consenso.

 

I dati dell’Osservatorio Artemisia

Nel corso del 2025 sono state 1.296 le persone – adulte e minorenni – che si sono rivolte ad Artemisia.

Tra queste:

  • 1.091 donne, di cui 1.013 con violenza in atto
  • 91 minorenni seguiti per situazioni di maltrattamento o abuso
  • 78 adulte/i che hanno subito violenza nell’infanzia
  • 36 uomini coinvolti in percorsi sulla genitorialità

Nel 2025 Artemisia ha inoltre gestito 95 situazioni di emergenza ad altissimo rischio, attivando interventi di protezione e lavoro di rete con servizi sociali, forze dell’ordine e strutture di accoglienza.

Questi dati confermano quanto sia fondamentale rafforzare gli strumenti di prevenzione, tutela e sostegno alle vittime.

 

Mobilitazione e prossimi passi

Artemisia ha aderito alla manifestazione nazionale promossa il 28 febbraio a Roma insieme a numerose organizzazioni, tra cui la Fondazione Una Nessuna Centomila, per difendere il principio che senza consenso è stupro.

Questa presa di posizione rappresenta un primo passo.

Nelle prossime settimane il gruppo delle avvocate di Artemisia elaborerà un documento tecnico di approfondimento, che sarà utilizzato per attività di informazione e controinformazione nelle scuole, iniziative pubbliche e azioni di mobilitazione.

L’obiettivo è contribuire a un dibattito pubblico informato e difendere i principi giuridici e culturali che negli ultimi decenni hanno rafforzato la tutela delle vittime di violenza sessuale.

 

👉 LEGGI LA PRESA DI POSIZIONE COMPLETA DI ARTEMISIA

Ti potrebbe interessare anche
Panoramica privacy

Dati Personali trattati per le seguenti finalità e utilizzando i seguenti servizi:

Mailing list o newsletter

Dati Personali: cognome; email; nome

Modulo di contatto

Dati Personali: Codice Fiscale; cognome; email; indirizzo fisico; nome; numero di telefono; Partita IVA; professione; ragione sociale

Mailchimp

Dati Personali: cognome; email; nome

donorbox

Widget Mailchimp

Dati Personali: cognome; email; nome

Google Analytics

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Google Fonts

Dati Personali: Dati di utilizzo; Strumenti di Tracciamento

Informazioni di contatto

 

Titolare del Trattamento dei Dati

Artemisia Centro Antiviolenza APS
Via del Mezzetta, 1/int. – 50135 Firenze
C.F.: 94036890484 - P.IVA: 06256910487

Responsabile della protezione dei dati personali (DPO): la Titolare ha nominato il Responsabile della Protezione Dati, contattabile all'indirizzo di posta elettronica: privacy@artemisiacentroantiviolenza.it

Indirizzo email del Titolare: info@associazioneartemisiacentroantiviolenza.it